PERMESSI PER ASSISTERE FAMILIARI PORTATORI DI HANDICAP IN STATO DI GRAVITA’

Articolo 33 Legge n. 104/1992

Articoli 33 e 42 Decreto Legislativo n. 151/2001

Articolo 71 co. 4 Legge n. 133/2008

Circolare n. 8/2008 e 13/2010

Dipartimento Funzione Pubblica

Legge n. 183/2010

Decreto legislativo n. 119/2011

Ai dipendenti che assistono :

-un figlio portatore di handicap in situazione di gravità

-il coniuge o un parente o un affine entro il secondo grado,  oppure entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona disabile abbiano compiuto i 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, sempre che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno, possono usufruire alternativamente di :

-tre giorni di permesso mensile, a prescindere dall’orario giornaliero lavorativo;

-18 ore di permesso (fruizione frazionata), secondo le esigenze;

La fruizione è coperta da contribuzione figurativa; ai sensi dell’articoli 1 co. 40 della legge n. 335/1995, qualora il trattamento pensionistico del dipendente sia determinato esclusivamente secondo il sistema contributivo, è riconosciuta la contribuzione figurativa di 25 giorni annui nel limite di 2 anni.

Il diritto ai 3 giorni mensili non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona; il diritto è invece riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, per l’assistenza allo stesso figlio in situazione di handicap grave e può essere fruito dagli stessi alternativamente.

Il dipendente ha invece diritto di  prestare assistenza nei confronti di più persone disabili a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado; tale prerogativa si estende anche al secondo grado qualora i genitori o il coniuge del disabile abbiamo compiuto il 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Inoltre, secondo l’articolo 42 commi 1-3 del decreto legislativo n. 151/2001 :

-fino al compimento del terzo anno di vita del bambino con handicap in situazione di gravità,  e in alternativa al prolungamento del periodo di congedo parentale, la lavoratrice madre o in alternativa il lavoratore padre, anche adottivi, possono fruire di dure ore di permesso giornaliero;

-successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino  il diritto alla fruizione dei permessi è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell’ambito del mese.

Per la concessione dei permessi, i dipendenti interessati devono presentare il verbale di visita medico-legale o la certificazione provvisoria come specificato nella scheda precedente.

Il lavoratore che fruisce dei permessi di cui alla legge 104/1992 per assistere un disabile residente in località distante oltre 150 Km rispetto a quello di residenza (del lavoratore stesso), deve attestare con titolo di viaggio o altra documentazione idonea il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito.

Qualora il datore di lavoro o l’ INPS accertino l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la fruizione dei permessi, il lavoratore decade dai diritti di cui sopra, ferma restando l’eventuale responsabilità disciplinare.

Ai sensi dell’articolo 33 del decreto legislativo n. 151/2001, la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre di minore con handicap in situazione di gravità hanno diritto, entro l’ ottavo anno di vita del bambino, al prolungamento  del congedo parentale qualora il bambino non sia ricoverato a tempo pieno in istituti specializzati, salvo che, in tal caso, i sanitari non richiedano la presenza del genitore. Il congedo spetta al genitore che lo richiede anche quando l’altro non ne abbia diritto ed è fruibile in misura continuativa o frazionata per un periodo massimo pari ai periodi del congedo parentale e comunque non superiore a tre anni.

Anche per il prolungamento del congedo parentale occorre presentare il verbale di visita medico-legale o la certificazione provvisoria secondo le modalità indicate.

Secondo quanto previsto dall’ INPS tramite propri messaggi e recepito già da molte amministrazioni locali, il lavoratore sceglie liberamente i giorni in cui fruire dei permessi ex art. 33 legge 104/1992 e predispone un piano di fruizione almeno mensile da comunicare alla struttura di appartenenza per consentire alla stessa di adottare le opportune misure organizzative, allo scopo di prevenire disfunzioni che possono incidere sulla qualità dei servizi resi ai cittadini.

Il dipendente può apportare modifiche al piano, comunicandole alla struttura almeno 48 ore prima, tranne urgenze specifiche, per le quali il preavviso può essere inferiore alle 48 ore.

I lavoratori che si trovino in situazioni particolarmente delicate riguardo all’assistenza ai disabili, possono essere esonerati dalla predisposizione del piano di fruizione dei permessi, tramite esplicita comunicazione all’ ufficio di appartenenza.

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